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Il presidente del CONI Toscana Salvatore Sanzo è intervenuto sabato 7 dicembre al “Seminario sulle problematiche dell’Impiantistica sportiva nei Comuni della Provincia di Firenze” che si è tenuto nel capoluogo toscano presso la società sportiva U.S. Affrico. So è trattato di un importante momento di riflessione volto ad affrontare le problematiche che sono state indicate dai Comuni e a trovare soluzioni a quello che rimane uno dei temi più delicati del movimento sportivo italiano. 

 

“Riguardo all’impiantistica sportiva ragioniamo ancora in termini di arretratezza rispetto agli altri Paesi europei – ha detto Sanzo – Penso che la politica ne abbia di colpe, e non poche, e ritengo che si tratti di una situazione che non si possa accettare. In Toscana, ad esempio, ci sono due realtà come Firenze e Livorno che presentano impianti sportivi importanti, per il resto la nostra regione non dispone di strutture adeguate. C’è una legge quadro sullo sport di cui si parla da decenni ma che ancora non si riesca a portare in fondo, e che a mio avviso dovrebbe tenere conto di cinque livelli fondamentali su cui si regge lo sport, ovvero la scuola, la sanità, gli impianti sportivi, la formazione/lavoro di quanti operano nel settore e il volontariato”.

 

“Il problema del futuro degli impianti sportivi è un problema oggettivo – ha aggiunto il delegato provinciale e consigliere nazionale CONI Eugenio Giani – E’ necessario intervenire in materia con una legge quadro che a livello nazionale preveda la costituzione di un fondo, da articolare con leggi regionali, per la manutenzione di impianti sportivi e per la costruzione di quelli necessari. Ed è giusto che sia la Regione, in quanto più vicina al territorio, a individuare con appositi piani quali siano questi nuovi impianti”.

 

Al seminario ha preso parte anche il presidente del CONI Giovanni Malagò. " Si avverte il bisogno di cambiare la dinamica della mentalità che sta alla base dello sport – ha detto il n.1 del CONI – partendo dalla considerazione che non si può fare sport se non c'è una casa dove praticarlo. Ognuno deve ricoprire il proprio ruolo, da parte del CONI c’è il massimo impegno ad accompagnare e sostenere chi fa le leggi, chi opera nel Project financing dovrà invece fare l'imprenditore ed essere affiancato da persone competenti in materia. Insomma, serve un contesto di managerialità. Ma per fare questo c'è bisogno prima di tutto di una mappatura territoriale. Mi auguro che una volta firmato il progetto con il Ministero dello Sport sull’impiantistica sportiva, sia proprio la Toscana la prima regione dove far partire questo mappatura degli impianti sportivi pubblici e privati, per poi valutare dove e come gli interventi privati e quelli pubblici possano coesistere e completarsi”.

 

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