Ultim'ora

Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

 

"Gli atleti devono essere accompagnati verso un piano di studi che li formi a uno sport che sia realmente lavoro"

di Guido Alessandrini

Già quando era fiorettista,ne aveva per quasi tutti.Più che critiche:ragionamenti, obiezioni, domande.Membro dell Commissione internazionale atleti, se laprese con ceti cambi di regolamento post olimpici(dopo Atene 2004, dove vinse l'oro a squadre e l'argento individuale appena uscito da una polmonite).Poi fu critico con il commissario tecnico dell'epoca.Spesso ha aperto discussioni anche con la stampa, quando non condivideva i commenti.Così era Salvatore Sanzo detto Toti,pisano,protagonosta della scherma internazionale per una ventina d'anni - che comprendono, fra i tanti successi anche due titoli mondiali individuali - e fino al ritiro dopo il bronzo individuale a Pechino 2008.

E così ovviamente è rimasto, ora che è laureato in giurisprudenza, che fa l'assessore(prima alla Provincia, attualmente al Comune) con le deleghe del Turismo, Sport e Politiche Giovanili dal 2009 e il Presidente del Coni Toscano(da un anno), oltre che il giornalista televisivo.E' rimasto così perchè lui è fatto così e a 38 anni c'è poco da cambiare, ma probabilmente anche perchè per una vita ha ascoltato il maestro Antonio Di Ciolo, uno che oltre alla tecnica ha sempre insegnato a ragionare con la propria testa, in pedana e possibilmente anche fuori.

C'è qualcosa che deve dire a tutti i costi:la dica

"E' arrivato il momento:lo sport deve cambiare.Profondamente.Completamente.Sento un'aria nuova e allora vediamo se è possibile stimolare nuove idee.Anzi proporle,altrimenti sprofondiamo."

Cominciamo dai rapporti scuola-sport:sarà anche un tormentone, ma è "il punto di partenza".

"Tutte le classi dovrebbero avere un docente qualificato ceh affianca l'insegnante per l'attività fisica.Parlo di laureati in scienze motorie oppure di operatori delle Federazioni o degli Enti di promozione.Sono daccordo con Malagò, presidente del Coni:questa è la madre di tutte le battaglie".

Viene il sospetto che lei abbia in mente una soluzione più articolata.

"Il problema è questo:lo sport non è inquadrato come "lavoro" e per conseguenza troppoi spesso è affrontato in maniera dilettantistica.Iniziamo quindi a parlare di "lavoro sportivo".faccio un esempio: come assessore al Comune, vedo che chi vuol fare qualcosa nel mondo sportivo deve rivolgeresi a una serie di dipartimenti:salute.istruzione,sanità, lavoro a seconda delle esigenze.Io invece penso ad assessorati - e a un ministero - totalmete dedicati, che si facciano carico di ogni tipo di problematica.Tra i vantaggi:lo snellimento della burocrazia e dei carichi della pubblica amministrazione.

Quindi una prospettiva, finalmente, per tutti i campioni?

"Non soltanto.Torniamo alla vita di chi è atleta.Se non si tratta di un campione, quando arriva al termine della carriera al termine della carriera non ha guadagnato o non ha studiato.Spesso entrambe le cose.E rischia di rimanere un disadattato.Un' ipotesi è di "accompagnare" gli atleti di buon livello a piani di studio qualificati e insieme provvedere perchè con i soldi incassati non ci si limiti a pagare il 27% in tasse ma si organizzi anche una soluzione previdenziale.Gli ex atleti sono i più adatti,dopo ,a far parte di quel mondo del "lavoro sportivo" - club,enti pubblici e perchè no anche ministero -di cui dicevo prima e che sarebbe il loro ideale sbocco professionale"

Traduzione in parole povere

"Formare e qualificare chi già vive in questo ambientee.Non soltanto gli atleti:vedo dirigenti che firmano atti senza neppure capire di cosa si tratta.Occorre quindi una legge che consenta la costruzione di figure realmente professionali, in grado di orientarsi bene nella realtà giuridico-fiscale in cui "devono" operare.Ovviamente una legge adeguata deve avere alle spalle un vero progetto, che abbia una logica e preveda un percorso.

Obbiettivo finale?

La costituzione di quelle che potremmo definire "aziende sportive".Esattamente come esistono e sono regolamentate le aziende commerciali, turistiche, agroalimentari.Non si può andare avanti con aiuti, sussidi e sponsorizzazioni, perchè se fra qualche anno il Coni smettesse di essere utilizzato come un bancomat,saremmo costretti ad andarcene tutti all'estero a cercare fortuna.

Gli impianti sportivi sono diventati un problema supplementare

"C'è una legge che fa acqua, altrimenti non avremmo assistito all'assurdità dei mesi scorsi.Parlo dei 18 milioni di euro per l'impiantistica sportiva, bloccati dalla Corte Costituzionale dopo il ricorso da parte di una regione.Effetto:18 milioni persi.Mi chiedo che razza di battaglia sia stata, da parte della politica regionale, e mi chiedo anche se non sia il caso di trovare una soluzione più razionale".

Fin qui ha parlato di sport olimpici.ma il calcio non è in condizioni molto migliori...

"Il calcio è la foto della politica nazionale.Le famiglie hanno meno soldi, gli sponsor e le amministrazioni locali si allontanano, i calciatori vanno all'estero e quindi le squadre campamo soprattutto di diritti televisivi.Ovvio che ci sia una crisi enorme e che quello italiano sia ormai il quarto campionato europeo in ordine di valore e di qualità, ormai in piena deriva.

Soluzioni?

"Tra i tanti, vedo due punti su cui intervenire.Il primo riguarda di nuovo, la legge sugli impianti.Con l'attuale, è quasi impossibile che un club possa costruire uno stadio privato con gli indispensabili annessi che consentano l'insieme di attività necessario per la sopravvivenza.Secondo punto:i manager.Pochissimi dirigenti del calcio hanno una visione a almeno a medio termine"

Chi ,ad esempio?

"Me ne vengono in mente tre.Uno è Della Valle con la sua Fiorentina:ha costruito una fondazione, ha uno stadio senza barriere interne - e questa è un'operazione culturale - fa investimenti oculati e ha puntato su un allenatore giovane.Poi dico Pozzo e l'Udinese:stadio privato, attenzione al bilancio, ricerca di giovani all'estero da rivendere in Europa e un contratto quinquennale con Guidolin - altra operazione culturale perchè significa ragionare in prospettiva.Infine la Juve:stadio privato e attività collaterali all'impianto ma anche attenzione agli acquisti, miscelando giocatori di esperienza e talenti giovani"

Come sempre, i singoli fanno la differenza

"Infatti uno dei temi chiavi è la parola manager.Cioè una persona formata, che utilizzi altri esperti per ottenere buoni risultati e possibilmente guadagnare.Il concetto di guadagno va ovviamente rapportato al tipo di attività.Se si tratta del Presidente di una federazione Regionale o Nazionale, deve ricevere un indennità.fare il Dirigente perchè si è benestante o pensionato è un concetto che non ha più senso"

Banner 2